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IL GRANDE SBARCO "9 marzo, H. 11:00 presso Cascina Casottello - Via Fabio Massimo 19, Milano"
EMIGRANTI di Slawomir Mrozek "Lunedì 4 marzo 2019 h. 21 Teatro Libero - Via Savona 10, Milano"
EVENTO FINALE EXPOCARNIVAL "9 marzo, H. 10:30- 14:30 Via Fabio Massimo 19, Milano"

Chi siamo

ExpoCarnival nasce all’interno di CIT – Centro di Cultura e Iniziativa Teatrale “Mario Apollonio” ed è parte del progetto Circo Minimo realizzato con il sostegno del Fondo Unico per lo Spettacolo.

La gioiosa festa dei popoli e delle culture, italiane e straniere, presenti a Milano ExpoCarnival, potrà fornire una potente immagine della città come realtà inclusiva, aperta, innovativa, interculturale e, con il coinvolgimento di tutti, potrà diventare un grande laboratorio di conoscenza, interazione tra le diverse culture e quindi mezzo per una feconda coesione sociale.

Perché si è pensato a ExpoCarnival?

  • Per Coinvolgere le rappresentanze degli stranieri e le scuole di Milano, ma anche tutte le realtà che operano nel campo dell’inclusione sociale. Puntare sulla diffusione del carnevale per tutta la città, valorizzando il centro, le periferie e i quartieri.

  • Per creare – attraverso La Festa del Mondo – ponti e connessioni con le comunità multiculturali presenti nel territorio milanese, aprendo dialoghi e favorendo la reciproca conoscenza delle culture;

  • Un nuovo Carnevale ambrosiano – Il carnevale ambrosiano è un carnevale unico, perché al contrario di quello romano ha mantenuto l’antica tradizione che faceva iniziare la Quaresima non il mercoledì delle Ceneri ma alla prima domenica di Quaresima. Vanta una lunga tradizione che si è rinnovata negli anni Ottanta del Novecento, ma che avrebbe bisogno di un taglio più internazionale e di nuovi contenuti e forme.

CIT – CENTRO DI CULTURA E INIZIATIVA TEATRALE “MARIO APOLLONIO”

Per promuovere la ricerca, la cultura e l’arte teatrale presso la comunità, nel 2006 nasce in Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano il CIT – Centro di Cultura e Iniziativa Teatrale “Mario Apollonio”, in onore del fondatore della prima cattedra italiana di storia del teatro, inaugurata negli anni Cinquanta presso questa università. Il Centro intende perseguire un’idea di teatro come luogo d’incontro e di scambio corale intorno al senso dell’esistenza e della storia.

Le sue attività di promozione intendono ampliare le relazioni tra università e territorio, proponendo esperienze teatrali e performative come mezzo di crescita culturale, civile e sociale della comunità, con un approccio interdisciplinare.

A fianco delle esperienze volte alla promozione della cultura teatrale e delle professioni dello spettacolo sono attive da anni numerose sperimentazioni in differenti contesti circa le declinazioni delle arti performative e teatrali in ambito sociale. In questo ambito sono attivi percorsi di formazione rivolti a docenti e operatori teatrali e sociali interessati a declinare nella propria professione le prassi del teatro sociale.

Sempre nel settore delle applicazioni teatrali, il CIT realizza processi di coesione sociale attraverso le arti performative e teatrali. Gli interventi di drammaturgia comunitaria svolti negli anni riguardano principalmente territori caratterizzati da una forte disgregazione sociale: obiettivo è la trasformazione della qualità relazionale di tali contesti attraverso esperienze laboratoriali e performative in grado di incidere sul senso di appartenenza e comunità degli abitanti.

Gli ambiti di intervento del CIT sono molteplici:

  • servizi per l’infanzia e i minori
  • scuola e formazione
  • servizi per la disabilità
  • progetti e servizi interculturali
  • carcere
  • servizi psichiatrici
  • interventi nelle situazioni di emergenza
  • servizi per anziani
  • progetti di sviluppo di comunità
  • aziende ed imprese

Progetto Circo Minimo

Dal 2015 il CIT – Centro di Cultura e Iniziativa teatrale Mario Apollonio, ha dato vita al progetto Il Circo Minimo realizzato con il sostegno del Fondo Unico per lo Spettacolo.

Il progetto intende le pratiche del clown e del teatro di strada in un’accezione sociale che le orienta allo sviluppo dei soggetti, individuali e collettivi, in un’ottica di inclusione. Linguaggi artistici che, più di altri, possono mettersi a disposizione del sociale in forza della loro umanità e della semplicità con cui vanno verso le persone e le comunità.

Tre sono gli assi portanti che orientano le azioni de Il circo minimo e le rendono un validato strumento per contrastare le problematiche dello svantaggio e dell’esclusione sociale:

  • il supporto al nucleo famigliare;
  • la promozione della comunità locale;
  • la contestualizzazione degli interventi attraverso la partecipazione attiva dei soggetti.

Nel primo triennio (2015-2017) il progetto ha previsto la realizzazione di azioni specifiche rivolte a tre target di utenza: infanzia, carcere, malati di Alzheimer.

Le attività sono state:

  • attività di spettacolazione e di laboratorio;
  • momenti di festa di strada e di piazza, ma anche nei luoghi dell’esclusione attraverso procedimenti di drammaturgia comunitaria;
  • attività di raccolta e costruzione di oggetti artistici, piccole istallazioni e allestimenti degli spazi pubblici e degli spazi di intervento;
  • percorsi di aggiornamento e formazione per gli operatori, sia quelli dello spettacolo dal vivo sia quelli del sociale;
  • attività di ricerca e valutazione.

Nel secondo triennio (2018-2020) il progetto prevede di ampliare i contesti territoriali di intervento consolidando e verificando:

  • l’impiego di pratiche dello spettacolo dal vivo, in particolare teatro di strada e circo sociale, per la realizzazione di obiettivi di inclusione sociale di soggetti in condizione di svantaggio o a rischio di marginalizzazione attraverso progettualità declinate in modo locale nei singoli contesti ed in funzione di specifici bisogni e risorse da equipe multidisciplinari
  • la partecipazione attorale ed autorale di tutti i soggetti – individui, gruppi e collettività, ma anche utenti e operatori -, chiamati, attraverso pratiche del laboratorio e degli eventi di tipo performativo inclusivo, ad agire in prima persona;
  • il lavoro di implementazione continua delle reti e dei partenariati al fine di realizzare interventi che abbiano un reale impatto creativo e sociale.

Oltre agli ambiti già sviluppati nel primo triennio, nel secondo triennio l’azione si allargherà a due nuovi fronti:

  • il lavoro di circo sociale e teatralità di strada con persone migranti;
  • la realizzazione di un evento di portata cittadina Expo Carnival che intende riprendere la tradizione del carnevale ambrosiano integrandola con la storica ospitalità milanese in un evento che guarda ai modelli internazionali di Carnival interculturale.